13/11/2008
Per raggiungere il corteo nazionale di Venerdi 14 a Roma
l'appuntamento da Milano e tutta la Lombardia è
Giovedi 13 in Stazione Centrale alle h 15.oo.
Le partenze verso Roma avverranno tutto il pomeriggio!
Venerdi 14 a Roma invaderemo di nuovo le strade per uno sciopero che fermi la produzione della metropoli perchè noi studenti, studentesse, dottorandi, ricercatori, ricercatrici, insegnanti, siamo i lavoratori della conoscenza e i precari del sapere.
La ricchezza la produciamo noi e non pagheremo la loro crisi.
Da ogni metropoli e da ogni città partiremo in migliaia affermando con forza che il diritto a manifestare non può non essere garantito e saremo moltissimi e pagheremo ciò che potranno le nostre tasche precarie.
Da tutta Italia abbiamo intenzione di arrivare a Roma e se il governo vuole fermare la grande mareggiata, ovvero impedire a qualcuno, a chiunque di partire, sarà travolto dall'onda, siamo pronti a bloccare il paese, da ogni stazione, da ogni città, verso Roma.
00:36
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12/11/2008
I 5 PUNTI DELLA LETTERA A TRENITALIA
1) Ieri abbiamo presentato una proposta concreta, i nostri biglietti per Roma, 15 euro che possono bastare. Non abbiamo avuto comunicazione da parte vostra se sia stata accettata.
2) Nel caso non sia stata accettata, ma da parte vostra ci fosse disponibilità di mettere a disposizione uno o due treni per portare i manifestanti a Roma, vi chiediamo di proporre delle cifre, ammissibili e ragionevoli. Vi preghiamo di non fare più la brutta figura che avete fatto ieri, quando, calcolatrice alla mano, un vostro funzionariio ha chiesto di riscuotere più di 120.000 euro. Abbiamo già detto che non pagheremo la crisi, possiamo dire ora che non pagheremo nemmeno il risanamento di Trenitalia SPA.
3) In caso contrario, vi chiediamo di applicare le tariffe più basse, di declassare le carrozze, non abbiamo fretta, vogliamo solo arrivare a Roma. L'unica cose che vorremmo mantenere è la dignita di poter viaggiare non come bestie.
4) A fronte di una vostra risposta inesaustiva o del vostro silenzio, ci incontreremo domani in stazione alle 15:00: come già detto, noi siamo disposti alla trattativa fino all'ultimo, ma vi è un punto imprescindibile, arriveremo a Roma in qualunque modo, altrimenti bloccheremo la stazione e la città.
5) Ovviamente l'onda è solidale e come da Milano anche dalle altre città non dovranno rimanere manifestanti a piedi, a Pisa, a Firenze, a Bologna, a Napoli e dovunque dovrà essere concesso a tutti di raggiungere Roma, altrimenti ad essere bloccata sarà l'Italia intera.
22:43
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Comunicato 12 Novembre: assemblea in stazione Centrale
Oggi, martedi 11 novembre, centinaia di persone da tutte le facoltà e accademie si
sono ritrovate in stazione centrale creando una assemblea che ha manifestato la
volontà degli studenti milanesi di recarsi in massa alla manifestazione
nazionale del 14 novembre a Roma.
L'assemblea ha proposto ai responsabili di Trenitalia un contributo di 10-15
euro andata e ritorno, ossia quanto ci permettono le nostre tasche precarie.
In seguito a svariati rifiuti di una pubblica trattativa, i responsabili di
Trenitalia hanno accettato l'incontro ed hanno proposto una quota di 60 euro
andata-ritorno.
Dimostrazione che quando l'unica logica è quella del profitto non vengono
garantiti nemmeno i basilari diritti costituzionali.
La presa in giro è abbastanza evidente, dal momento che la posizione di
governo e Trenitalia è finalizzata a negare il diritto costituzionale di
manifestare, noi ribadiamo con fermezza la nostra determinazione a raggiungere
la capitale comunque e se necessario siamo pronti a bloccare l'Italia.
In caso ciò accadesse, la responsabilità dei disagi sarà eslusivamente di
governo e Trenitalia, di chi non ci avra' permesso di arrivare a Roma.
19:36
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02/11/2008
la parola agli intellettuali
IL MOSTRO UNICO
Stefano Benni
Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini. Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana. Da dove inizia l'istruzione? Dall'asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere. E le favole, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso.
Perciò per decreto legge istituisco il Mostro Unico. Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà, in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro. Secondo il Dmu (decreto mostro unico) sono proibiti ad esempio Biancaneve e i sette nani, perché Grimilde e la strega sono un costoso e inutile sdoppiamento di personalità nocivo all'immaginario dei giovani alunni, per non parlare dell'ambigua convivenza tra Biancaneve e i sette piccoli operai, di cui uno, Brontolo, sicuramente della Cgil. Cappuccetto Rosso è ammesso, ma si sottolinei come il cacciatore è evidentemente della Lega e il lupo di origine transilvana e rumena. Proibito Ali Babà e i quaranta ladroni, ne basta uno. Abolito Peter Pan, troppi pirati che gravano sulle casse dello stato. Abolito Pinocchio, anche accorpando il gatto e la volpe in un unico animale, restano il vilipendio ai carabinieri e il chiaro riferimento a Mediaset del paese dei balocchi. Ammesso Pollicino ma dovrà chiamarsi Allucione ed essere alto uno e settanta, per non costituire un palese sberleffo al nostro amato presidente del consiglio. Proibito Hansel e Gretel, perché i mostri sono due, la madre e la strega, e inoltre si parla troppo di crisi economica. Proibito il brutto anatroccolo. Se uno è brutto, lo è per motivi genetici e tale resterà. Inoltre Andersen era gay. Parimenti proibito il gatto con gli stivali per la connotazione sadomaso. Proibita, anzi proibitissima Cenerentola. Le cattive sono tre e assomigliano tutte a me. Cioè alla vostra ministra superficiale, impreparata e ciarliera. Ma la vostra Ministra Unica.
(www.stefanobenni.it)
16:12
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Lezioni in piazza sui giornali

Ecco cosa è stato pubblicato dalla Repubblica riguardo le lezioni in piazza organizzate da alcuni studenti della Statale in collaborazione con i docenti:
MILANO - Nei capannelli di piazza del Duomo da sempre si dà appuntamento il luogo comune reazionario delle maggioranze silenziose milanesi. Nel mezzo degli anni Settanta, nella bufera delle lotte operaie e studentesche, qui lo slogan vincente era "ma andate a lavorare, barboni!". Figurarsi oggi, in fondo a un trentennio asfaltato da Craxi, Bossi e Berlusconi.
Ieri mattina, mentre i capannelli di anziani discutevano se aveva più ragione il Feltri a scrivere che la polizia doveva "manganellare gli studenti nelle parti molli", oppure il Cossiga a volerli "mandare tutti all'ospedale, senza pietà", si sono presentati i ragazzi dell'Onda milanese con i banchetti per tenere le lezioni in piazza. La prima, bellissima, del professor Roberto Escobar, filosofo della politica e raffinato recensore della pagina culturale del Sole 24 Ore, sul tema attualissimo: "Paure e controllo sociale". I capannelli si sono ritratti schifati. "Occhio, sono quelli là, i balordi del Leoncavallo".
Marco prende la parola: "Bisogna trovare il modo di non farsi criminalizzare. Di non farsi fottere come i lavoratori dell'Alitalia o i fannulloni dell'impiego pubblico o gli immigrati delinquenti. Se ci trovano un'etichetta, tipo che siamo comunisti o non vogliamo studiare, ce l'abbiamo nel c...". Per ora, in qualche modo, ce l'hanno fatta a sfuggire all'iscrizione nelle liste nere del nuovo maccartismo. A svicolare dalla caccia alle streghe che concentra ogni volta la rabbia di tanti contro una micro categoria in genere di poveri cristi.
"E la prima regola per comunicare i contenuti di una lotta è non farsi etichettare dalla politica. Non saremo mai l'esercito di nessun partito", aggiunge una bella ragazza alta e mora, dal piglio lideristico. Età? 22 anni. Nome? Carlotta Cossutta. Parente? "Nipote". Una rivendicazione di autonomia politica dalla nipote dell'Armando Cossutta, il boss del Pci milanese, l'uomo di Mosca, il rifondatore del comunismo, fa un certo effetto. "Intendiamoci, ciascuno ha le sue idee. Ma qui si tratta di comunicare la sostanza. Oggi per esempio siamo qui a discutere del perché sui media ha avuto tanto spazio il piccolo scontro con la polizia dell'altro giorno e non gli argomenti contro la legge". Carlotta guida un gruppo di guerriglieri mediatici che ogni mattina fa monitoraggio su stampa, radio e tv, analizza, studia come "fare notizia".
Alcuni dimostrano un vero talento. La protesta a Scienze Politiche nasce per esempio da una rivista, Acido Politico, la migliore rivista universitaria di questi anni, creata, diretta e scritta quasi per intero fino all'anno scorso da uno studente, Leo. Per esteso il nome è Leonard Berberi, albanese, nato a Durazzo, arrivato in Italia a dieci anni, senza parlare una parola d'italiano. Nessuno l'ha messo in una classe differenziata, si è diplomato e laureato col massimo dei voti ed è arrivato primo al test di ammissione del master di giornalismo della Statale. Nel movimento milanese sono molti i figli di immigrati e moltissimi gli studenti del Sud. Alla ministra Gelmini, che lamenta l'eccesso d'insegnanti meridionali al Nord, bisognerà un giorno comunicare la percentuale di studenti meridionali nella più prestigiosa università milanese, la Bocconi: 45 per cento.
Il marketing del movimento milanese in ogni caso funziona e l'Onda comincia a ingrossarsi. Dal mondo dei docenti arriva solidarietà. Il preside di Scienze Politiche, Daniele Checchi, per primo ha proclamato un giorno di blocco didattico in appoggio alla protesta. La preside di Psicologia alla Bicocca, Laura D'Odorico, ha aderito con entusiasmo: "Era ora che gli atenei si svegliassero dalla rassegnazione decennale a tagli brutali fatti passare come riforme".
Lo stesso rettore della Statale, Enrico Decleva, finora assai tiepido, se n'è uscito a sorpresa con un'intervista a Radio Popolare in cui ha ammesso: "Con questi ultimi tagli la Statale non potrà chiudere il bilancio del 2010". Non è neppure vero che l'Onda milanese non faccia politica, almeno nelle alleanze. A cominciare dalla più classica, cioè sfruttare le divisioni nel campo nemico.
A Milano, in Lombardia, nelle università il vero potere e il vero consenso non è neppure berlusconiano: si chiama Comunione e Liberazione. Ovvero Formigoni. Ovvero uno che da mesi è impegnato, da destra, nel fare opposizione a qualsiasi iniziativa del governo. Non sarà un caso se uno dei Formigoni boys, Francesco Cacchioli detto "Bencio", responsabile della lista ciellina a Scienze Politiche, che incontro per i corridoi della Statale, dice: "Questa roba qui non è una riforma, è una completa idiozia, una serie di colpi di mannaia senza dietro alcun disegno politico. Noi cattolici finora abbiamo contestato certi modi, i picchetti, i cortei, roba di sinistra. Ma diciamo la verità, nella sostanza non è che abbiano proprio torto".
(25 ottobre 2008)
[ foto tratte da : http://www.flickr.com/photos/lastatale/ ]
15:46
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la gelmini dà forfait
| La gelmini dà forfait. Domani, lunedì 3 novembre, la nostra cara ministra Gelmini non sarà presente all'inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico di Bovisa, come non lo saranno neanche il sindaco di Milano Letizia Moratti e il presidente del senato Renato Schifani. Rimane comunque invariato l'appuntamento alle 9.30 nel parcheggio della stazione di Bovisa, dove verrà organizzata una festa di protesta con musica, lezioni e teatro all'aperto.. per chi non desiste e mantiene le promesse! Ritrovo ore 8.30 in via festa del perdono per raggiungere insieme la sede del politecnico.
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15:26
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01/11/2008
Lettera del Rettore G. Ballio agli studenti
Pochi giorni fa il rettore del Politecnico di Milano ha inviato una lettera agli studenti in cui,dopo aver brevemente elencato i punti salienti della riforma, esprime il suo punto di vista sulla situazione dell'università e suggerisce qualche spunto per poterla salvare dall'affondamento.
In questi giorni ho ricevuto molti messaggi da parte Vostra.
In essi vi sono domande volte a cercare di comprendere meglio la attuale situazione, sono espresse preoccupazioni per il futuro di Voi giovani e del nostro Ateneo.
Siamo tanti, più di 2.500 fra docenti, tecnici e amministrativi, quasi 40.000 gli allievi: non possiamo certo riunirci tutti.
Userò quindi il web per mettere a Vostra disposizione quello che so e che ho imparato in questi anni, presentandovi soprattutto i punti che non sempre appaiono chiari nel confuso dibattito che i media ci presentano. Cercherò di individuare i vostri dubbi e di rispondere alle vostre domande. Presenterò le mie opinioni e il percorso che stiamo intraprendendo, terminerò con alcune conclusioni.
[…]
Cosa fare
Resta un anno per cercare di rovesciare la situazione e certamente non si possono aspettare gli ultimi mesi del 2009 per riuscirvi. D'altra parte è evidente che azioni non coordinate non possono che essere inutili e controproducenti.
Credo che ognuno, prima di partecipare ad una qualsiasi iniziativa, dovrebbe ragionare non in base ai propri sentimenti, bensì valutando razionalmente le possibili conseguenze.
Mi spiego con un esempio: le attuali manifestazioni spontanee possono essere considerate esaltanti da chi vi partecipa per il loro forte impatto mediatico, ma il monitoraggio delle loro conseguenze sembra dimostrare che nella opinione pubblica sta crescendo il fastidio e quindi il rafforzamento delle posizioni più contrarie alla nostra università. Ciò rende ancora meno condiviso dalla maggioranza dell'opinione pubblica il tentativo di mitigare gli effetti della legge e di mantenere pubblico il nostro sistema universitario. Rende invece più condiviso qualsiasi atto teso a penalizzare i nostri Atenei.
Quello che bisogna fare subito, tutti insieme, riguarda soprattutto la politica interna degli Atenei. E' quanto mai necessario che ogni Ateneo risponda, il più rapidamente possibile, alle critiche che vengono mosse in modo generalizzato, o per dimostrare di esserne esente o per modificare i propri comportamenti.
Quali sono queste critiche?
a) Le Università sono accusate di aver prolificato i corsi di laurea e gli insegnamenti per favorire i desideri dei docenti. Si deve rimodulare la didattica in modo da erogarla sempre più all'insegna del principio della effettiva centralità della formazione dell'allievo e delle sue concrete possibilità di trovare sbocchi lavorativi soddisfacenti.
b) Le Università sono accusate di dissipare tempo e soldi in una ricerca inutile e costosa che serve soltanto alla carriera accademica di chi la produce. Si deve promuovere una ricerca sempre più al servizio della competitività internazionale del nostro Paese e quindi ci si deve battere affinché il Governo promuova il riconoscimento della qualità e del merito a seguito di valutazioni attendibili, analoghe a quelle ormai abituali in molti paesi europei.
c) Le Università sono accusate di seguire processi poco trasparenti nel reclutamento dei giovani e nell'avanzamento di carriera dei docenti. Si deve promuovere un sistema di valutazione che porti a una qualità certificata da parametri obiettivi e procedure innovative nel reclutamento dei docenti e dell'inserimento dei giovani.
d) Le Università sono accusate di aver prolificato a dismisura le loro sedi didattiche. Si deve promuovere una revisione della distribuzione a livello regionale o macroregionale della propria offerta formativa e della ricerca nell'interesse dei territori, anche sviluppando interazioni ed integrazioni forti tra Atenei in un'ottica di complementarietà;
e) Le Università sono accusate di avere una visione corporativa nelle proprie modalità di governo. Bisogna testimoniare l'impegno di modificare il proprio assetto di governance interno per evitare derive autoreferenziali attraverso una netta separazione tra funzioni di indirizzo delle attività didattiche e scientifiche, e responsabilità di gestione delle risorse;
f) Le Università sono accusate di non riuscire a verificare l'impegno dei propri docenti nella didattica e nella ricerca. Ci deve attivare per garantire sempre di più il rispetto di un codice etico di comportamento, anche misurando la produttività dei propri docenti
Allora cosa fare verso l'esterno?
Bisogna combattere per convincere tutti gli Atenei ad attivarsi in queste direzioni. Bisogna combattere perché alcuni imbocchino questa strada fin da subito, nella speranza di essere di esempio per gli altri. Bisogna mettersi in discussione di fronte al Paese all'insegna della trasparenza e dell'obiettività. Bisogna essere disponibili a confrontarsi con esperti del Ministero dell'Economia e delle Finanze sui propri bilanci e sui criteri di gestione adottati, superando ogni forma di autoreferenzialità.
Come vedete bisogna imboccare una strada stretta, difficile e in salita che richiede l'impegno di tutti e soprattutto il rispetto delle Istituzioni di appartenenza.
Il Politecnico di Milano, insieme ad altri Atenei, può già dimostrare di essere esente da molte delle critiche che vi ho sopra riportato e di aver già preso la decisione di attuare processi che gli consentano ulteriori miglioramenti.
Noi, Rettori di questi Atenei, abbiamo il compito di combattere su diversi tavoli per fare in modo che il Governo possa riconoscere la utilità di queste azioni, per convincerlo a stipulare un 'patto di stabilità', cioè un accordo di programma individualizzato Ateneo per Ateneo, che accordi un finanziamento dignitoso a fronte di precisi obiettivi da raggiungere nella didattica, nella ricerca, nella gestione.
Conclusioni
Insieme ad altri Rettori sto combattendo in tutte le direzioni che Vi ho delineato, ho bisogno dell'appoggio di tutti e soprattutto di Voi allievi.
Se dovessero arrivare dal Governo segnali precisi di non disponibilità alla discussione sulla base delle linee che Vi ho indicato, allora sarà chiara la sua volontà di penalizzare anche gli Atenei più aperti al cambiamento ed i loro Rettori saranno costretti ad assumere tutte le iniziative necessarie per evitare la catastrofe dell'intero sistema universitario pubblico del Paese.
Non possiamo perdere la battaglia volta a migliorare la competitività internazionale del nostro Paese, competitività necessaria per assicurare un futuro a tutti Voi.
Resto a Vostra disposizione per approfondire i temi che più Vi interessano, per confrontarmi con Voi, convinto che soltanto attraverso il dialogo possiamo costruire un futuro sempre migliore del nostro Ateneo.
Giulio Ballio
Rettore
16:52
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30/10/2008
31/10_LEZIONI IN PIAZZA DEL DUOMO / GALLERIA
| Orari | Nome | Argomento della lezione |
| 10.30 – 11.30 | Francesca Forte (professoressa a contratto a mediazione)
| Il rapporto tra intellettuale e comunità politica nei filosofi islamici |
| 10.30-11.30 | Miguel Ángel Cestao (spagnolo a mediazione) | Lingua spagnola II |
| 10.30 – 11.30 | Massimo Prada (linguistica italiana)
| Lezione alternativa |
| 10.30 – 11.30 | Alessandro Zucchi (filosofia e teoria dei linguaggi)
| Lingua dei segni e innatismo |
| 10.30 – 11.30
| Andrea Capra – Stefano Martinelli (lingua e letteratura greca)
| Commedia e politica |
| 11.30 – 12.30 | Dario Generali (storia delle scienze – facoltà di scienze biologiche) | Storia della scienza come sapere critico |
| 11.30 – 12.30 | Lorenzo Bernini (ricercatore di filosofia)
| La filosofia politica come arte della disobbedienza |
| 12.30 – 13.30 | Miriam Franchella (logica e filosofia della scienza)
| Lezione non sicura |
| 12.30 – 13.30 | Paolo Borsa (assegnista di ricerca di lettere)
| Letteratura e partecipazione civile nell’Italia di Dante |
| 13.30 – 14.30 | Paolo Spinicci (filosofia teoretica)
| L’Odissea e la fenomenologia del ricordo |
| 13.30 – 14.30 | Gian Piero Piretto (slavistica) – Emilia Berrone (mediazione)
| Gestione del consenso e del potere nella storia culturale russa |
| 13.30 – 14.30 | Stefano Allovio (antropologia culturale)
| Rituale, ribellione e resistenza in Africa sub-sahariana |
| 14.30 – 15.30
| Marco Todeschini (storia della pedagogia)
| Lezione alternativa |
| 14.30 – 15.30
| Guglielmo Barucci (letteratura italiana per BC)
| Il ruolo civile del poeta nei trattati di Dante |
18:18
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30 ottobre: Più di 200.000 persone in piazza
![]() Scuole, piazza Duomo invasa dai ragazzi I manifestanti: «Siamo in 200 mila». Sit-in davanti alla Borsa. Scaramuccia con due esponenti di estrema destra |
|
[ foto tratte da : http://www.flickr.com/photos/lastatale/ ]
17:54
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29/10/2008
CI TAGLIANO IL FUTURO:BLOCCHIAMO LA CITTA!
Studenti: caos in centro occupata Lambrate
Scendono in piazza liceali e universitari. Manganelli in piazza Meda, due contusi. Centinaia seduti sui binari della stazione
MILANO - «Dai licei all'università, paralizziamo tutta la città»:dopo le occupazioni e altre manifestazioni di protesta di ieri, l'approvazione del decreto Gelmini ha scatenato un'intera giornata di mobilitazioni studentesche a Milano. Gli studenti hanno marciato per ore e ore sotto la pioggia, da un capo all'altro della città, sempre controllati dalle forze dell'ordine. Quelli delle superiori sono partiti fin dalle 9.30 con un corteo non autorizzato per le vie del centro, zona Brera. In piazza Meda ci sono stati tafferugli con le forze dell'ordine: due gli studenti contusi. In tarda mattinata, saputa la notizia dell'approvazione del decreto, anche gli universitari che si erano riuniti in Statale per la lezione di Dario Fo sono usciti in strada. I cortei hanno marciato per un po' insieme, poi si sono divisi. Nel primo pomeriggio gli universitari si sono diretti al Politecnico, poi hanno dirottato su Lambrate, sedendosi sui binari e bloccando per una mezz'ora il traffico ferroviario. Poi sono ripartiti senza cercare lo scontro con la polizia. IL CORTEO DEI LICEALI - Verso le 10, andando a zig-zag per le strade di Milano, il corteo dei liceali partito da largo Cairoli ha raggiunto l'Accademia di Brera, dove sono stati lanciati petardi, fumogeni e uova. Gli studenti si sono poi mossi in un corteo vociante verso Palazzo Marino per proseguire poi verso «non si sa dove - ha detto uno studente - questa è una manifestazione libera che nasce spontanea». Lo slogan più gettonato della manifestazione recita, riferito alla riforma Gelmini, «Se non cambierà bloccheremo la città». Su uno striscione firmato dal coordinamento dei collettivi studenteschi si legge: «Passa il decreto, blocca la città. Alle scuole in mobilitazione: domani corteo a Milano e provincia»
.
I TAFFERUGLI - Superata la sede di Mediobanca un gruppo di studenti ha iniziato a scappare gridando «Aiuto, aiuto, ci sono i manganelli». Due studenti hanno denunciato di essere stati «caricati» a colpi di manganelli dagli agenti della polizia» all'angolo di piazza Meda e via San Paolo. Ivan, 19 anni dell'istituto Vespucci, sarebbe stato colpito alla spalla sinistra; Paolo, 20 anni, dell'istituto Fusi, al braccio destro. I due studenti, soccorsi in via Hoepli all'angolo con via S.Paolo, sono stati trasportati all'ospedale Fatebenefratelli da un'ambulanza del 118, in codice verde. Dopo le medicazioni, sono stati subito dimessi con una prognosi di 5 e 8 giorni. A detta degli studenti lo scontro sarebbe avvenuto perché un piccolo gruppetto di studenti si era staccato per tagliare per via San Paolo mentre le forze dell'ordine, che avevano formato un cordone, facevano andare il corteo da piazza Meda verso San Babila. Poi il corteo si è ricompattato e ha ripreso a marciare gridando slogan «Gelmini, Gelmini non ti vogliamo», «Non paghiamo la crisi», «La Gelmini non ci fermerà vogliamo andare all'università».
CAOS TRAFFICO - Gravi i disagi al traffico nel centro cittadino. Secondo le cifre fornite dalla Questura, il corteo di via XXIV Maggio sarebbe stato alimentato da circa 200 partecipanti, mentre a Cairoli si sarebbero radunati un migliaio di studenti. Gli studenti che sono partiti da via XXIV Maggio, ha riferito il Coordinamento dei Collettivi Studenteschi, appartengono agli istituti superiori Boccioni, Vittorio Veneto e Steiner. Mentre gli studenti riuniti in largo Cairoli appartengono agli istituti Kandinski, Agnesi e altri istituti della zona sud di Milano.
19:01
Scritto da : statalefdp
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